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Non letto 23-02-2009, 13.05.03   #1
zickyo
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Addio Nullaosta

Roma, 20 febbraio 2009

ARTICOLO 29, 3 BIS

1-ter. All’articolo 75 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:

a) il comma 2 è sostituito dal seguente:
“2. L’accertamento di cui al comma 1 può riguardare singoli veicoli o gruppi di esemplari dello stesso tipo di veicolo ed ha luogo mediante visita e prova da parte dei competenti uffici delle direzioni generali territoriali del Dipartimento per i trasporti terrestri e del trasporto intermodale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con le modalità stabilite con decreto dallo stesso Ministero. Con il medesimo decreto è indicata la documentazione che l’interessato deve esibire a corredo della domanda di accertamento“;
b) dopo il comma 3, sono inseriti i seguenti:
“3-bis. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti stabilisce con propri decreti norme specifiche per l’approvazione nazionale dei sistemi, componenti ed entità tecniche, nonché le idonee procedure per la loro installazione quali elementi di sostituzione o di integrazione di parti dei veicoli, su tipi di autovetture e motocicli nuovi o in circolazione. I sistemi, componenti ed entità tecniche, per i quali siano stati emanati i suddetti decreti contenenti le norme specifiche per l’approvazione nazionale degli stessi, sono esentati dalla necessità di ottenere l’eventuale nulla osta della casa costruttrice del veicolo di cui all’articolo 236, secondo comma, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, salvo che sia diversamente disposto nei decreti medesimi.
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Non letto 23-02-2009, 13.05.43   #2
zickyo
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Un po di aggiornamenti tratti da internet, da leggere tutto

→ per modificare le caratteristiche costruttive e funzionali dei veicoli a motore e introdurre, quindi, componenti nuovi che non sono stati previsti dalla casa costruttrice in sede di omologazione del veicolo, non serve più il preventivo nulla osta della casa costruttrice del veicolo (nulla osta che può essere comunque negato anche per motivi diversi da quelli tecnici e che impedisce di fatto, il più delle volte, di eseguire le modifiche). Non è più necessaria neppure la visita e la prova presso i competenti uffici della Direzione generale della Motorizzazione civile. Tutto questo a patto che ciascun componente venga certificato da una relazione tecnica di un ente abilitato che attesti,
per singolo modello di veicolo, la possibilità di esecuzione della sostituzione; e a patto che la certificazione sia redatta sulla base di collaudi e prove effettuate in conformità delle disposizioni tecniche previste dai regolamenti internazionali ECE-ONU e dalle direttive comunitarie e venga certificato che le caratteristiche tecniche e funzionali dei componenti siano equivalenti o superiori a quelle originarie in dotazione del veicolo nel rispetto della sicurezza attiva e passiva del veicolo.
→ con decreto del Ministro dei trasporti da emanarsi entro tre mesi dall’entrata in vigore di questa nuova norma saranno individuati i casi nei quali la sostituzione – fermo restando il pieno rispetto degli adempimenti indicati – necessita di una verifica da effettuarsi a cura degli uffici provinciali della Motorizzazione che dovranno certificare la corretta installazione, aggiornare la carta di circolazione e darne comunicazione agli uffici dell’Archivio nazionale dei veicoli solo ai fini di eventuali conseguenti adempimenti fiscali.
→ con decreto del Ministro dei trasporti da emanarsi entro tre mesi dall’entrata in vigore di questa nuova normativa sono individuati gli enti abilitati a certificare ciascun componente. Con decreto del Presidente della Repubblica si provvederà ad adeguare il testo del uovo Codice della Strada (articolo 236 del DPR 16 dicembre 992, n. 495).
→ scattano sanzioni da euro 357,00 a euro 1.433,00 e il ritiro della patente per chiunque circoli con un veicolo al quale siano state apportate modifiche alle caratteristiche indicate nel certificato di omologazione e nella carta di circolazione, oppure con il telaio modificato senza che tali modifiche siano state realizzate nel pieno rispetto delle nuove norme.

SINTESI legge tuning

Questo documento è stato prodotto per spiegare, in maniera sintetica, gli obiettivi promossi dalla proposta di legge delega. Per chi volesse comprendere tutte le questioni inerenti alla proposta si rimanda al testo della bozza di legge, essendo qui trattate solo le tematiche

SINTESI DELLA LEGGE DELEGA per l’omologazione e la certificazione di auto e moto veicoli:
(Questo documento è stato prodotto per spiegare, in maniera sintetica, gli obiettivi promossi dalla proposta di legge delega. Per chi volesse comprendere tutte le questioni inerenti alla proposta si rimanda al testo della bozza di legge, essendo qui trattate solo le tematiche principali. Per rendere comprensibile il documento, anche a chi non avesse competenze tecniche, gli istituti presenti saranno trattati in maniera sintetica e discorsiva, tralasciando le formalità del linguaggio tipiche degli addetti ai lavori.)

Le procedure d’omologazione, che vanno a sommarsi a quelle esistenti (tralasciando l’art. 236 del Reg. che resterà in vigore per le altre categorie di veicoli), sono essenzialmente quattro: -la prima l’omologazione dei componenti, che non richiede l’aggiornamento della carta di circolazione; -la seconda destinata all’omologazione dei componenti prodotti in serie da un costruttore accreditato; -la terza riguarda la certificazione a libretto dei componenti omologati in Europa; - la quarta riguarda le modifiche a componente unico e ad unico esemplare, comprese le certificazioni dei veicoli modificati che sono attualmente in circolazione.

1) Omologazione Speciale di componenti prodotti in serie:
- A COSA SERVE: questa procedura è stata predisposta per verificare che un componente sia tecnicamente valido e, non sia costruito in maniera contraria alle leggi in materia.

- SU CHE TIPO DI COPONENTI: i componenti che potranno rientrare in questa procedura saranno quelli meno pericolosi, sia a livello di utilizzo sia a livello di montaggio. L’esempio tipico è rappresentato dalla pedaliera o dai pomelli per le autovetture, e dalle pedane per le motociclette.

- COSA DEVE FARE UN APPASSIONATO: deve solo installare il componente o farlo installare da un’officina di autoriparazioni, e circolare avendo a bordo il certificato d’omologazione speciale.

- ESEMPIO: un appassionato acquista una pedaliera, la fa installare da un’officina di auto riparazione, la quale deve registrare i suoi dati sul certificato d’omologazione speciale. La modifica è legale e si deve circolare col certificato a bordo.

- I PREZZI: qui non c’è nulla da pagare.

2) Omologazione- Certificazione di componenti prodotti in serie:

- A COSA SERVE: la procedura d’omologazione-certificazione è stata prevista per i componenti come gli alettoni, le minigonne, ecc. Questi componenti, vista la loro particolare pericolosità, devono essere sottoposti a due verifiche distinte. La prima, chiamata omologazione che è lo stesso tipo di controllo previsto dalla procedura precedente e, non riguarda gli appassionati, ma solo i costruttori dei componenti prodotti in serie. La seconda, chiamata certificazione è fatta per verificare che il montaggio del componente sia avvenuto a regola d’arte e, per registrare a libretto le modifiche. Quest’ultima verifica corrisponde essenzialmente alla verifica e prova fatta oggi dalle Motorizzazioni, per l’aggiornamento del libretto.

- SU CHE TIPO DI COMPONENTI: i componenti che rientrano in questa procedura sono quelli potenzialmente pericolosi, ma soprattutto quelli che devono essere montati a regola d’arte e, in caso di montaggio errato possono diventare pericolosi per la circolazione.

- COSA DEVE FARE UN APPASSIONATO: la parte della procedura che interessa all’appassionato è la certificazione. Infatti, l’omologazione interessa solo al produttore che vuole produrre componenti in serie.

- ESEMPIO: l’appassionato dovrà acquistare il componente, farlo installare da un’officina di autoriparazioni, la quale deve registrarsi nel Certificato di conformità al tipo omologato. In seguito bisognerà prendere un appuntamento per la visita e prova in Motorizzazione. Questa procedura si concluderà nell’aggiornamento dei dati del veicolo, sul libretto.

- I PREZZI: si pagherà il prezzo della visita e prova e dell’aggiornamento del libretto. Ovviamente non è una cosa che possiamo imporre noi allo Stato.

3) Certificazione di componenti omologati in Europa:

- A COSA SERVE: serve per consentire a chi vuole acquistare (o ha gia acquistato) un componente omologato in un altro stato Europea, di poter certificare la modifica.

- SU CHE TIPO DI COPONENTI: tutti quelli omologati. I limiti dovrebbero essere quelli previsti dalle omologazioni nazionali. Ad esempio le omologazioni come l’ABE (tedesco), dove si trova i tipi di veicoli su cui si può installare un determinato pezzo, dovranno (ovviamente) essere installati solo sui veicoli indicati. O le omologazioni tipo TELEGUNTAKEN (tedesco) che spesso indicano modo specifiche di montaggio, dovranno avere tali caratteristiche per essere legalizzate.

- COSA DEVE FARE UN APPASSIONATO: dopo aver acquistato il componente con la relativa omologazione, deve prendere appuntamento presso la motorizzazione per la procedura di visita e prova e, il conseguente aggiornamento del libretto, come nella procedura vista in precedenza.

-ESEMPIO: si acquista (o si è gia acquistato ed installato un componente dotato di omologazione Europea). Dopo averlo fatto installare, (qui la questione relativa a chi ha effettuato l’installazione sarà disciplinata dal Governo) si farà richiesta alla motorizzazione della procedura di visita e prova per l’aggiornamento del libretto.

- I PREZZI: si pagherà il prezzo della visita e prova (come nella procedura precedente) e dell’aggiornamento del libretto. Ovviamente non è una cosa che possiamo imporre noi allo Stato.

4) Certificazione ad unico esemplare:

- A COSA SERVE: è la procedura più versatile. Può essere usata sia per certificare a libretto una modifica unica (es. passaruota maggiorati direttamente dalla carrozzeria di serie; o per le motociclette carene in vetroresina auto costruite), o per registrare a libretto le modifiche effettuate fino ad oggi e, che per la legge Italiana sono attualmente illegali. Per le motociclette, questa procedura è stata ideata per poter circolare con un motoveicolo auto costruito.

- SU CHE TIPO DI COPONENTI: qui più che di componenti si dovrebbe parlare di parti del veicolo (ad esempio la carrozzeria). Come per le altre procedure (tralasciando quella di certificazione di componenti omologati all’estero, perché in questa procedura l’omologazione è frutto delle leggi di un altro Stato) anche qui sarà il Governo a definire i limiti tecnici della materia.

- COSA DEVE FARE UN APPASSIONATO: qui il centro tecnico più importante sarà quello accreditato dal Ministero (si pensa che ce ne saranno diversi, tra cui si spera anche la TuV Italia, che con la sua esperienza potrà dare una notevole spinta al sistema certificativi Italiano), il quale dovrà verificare la sicurezza del veicolo e la sua corrispondenza alle leggi tecniche in materia. Se il centro tecnico autorizzerà le modifiche, il passo successivo sarà recarsi in motorizzazione per fare la visita e prova e l’aggiornamento del Libretto.

- ESEMPIO: ho un veicolo gia modificato con componenti prodotti in Italia ma non omologati; Ho un veicolo con componenti creati da me o da un’officina; ho una moto costruita quasi interamente da me. Vado al centro tecnico accreditato, il quale fa le verifiche al mio veicolo, può essere che alcuni componenti non passino le verifiche e quindi sia costretto a sostituirli. In seguito mi reco alla motorizzazione per la visita e prova e la modifica del libretto.

- I PREZZI: bisognerà pagare le verifiche ed i progetti fatti dal centro tecnico accreditato, qui non possiamo essere noi e, nemmeno lo stato a stabilire il costo degli accertamenti (perché sono fatti da imprese private). Risulta ovvio che il prezzo dipenderà dal tipo di modifica che abbiamo apportato, può essere che non sia nemmeno sicura e quindi non potrà mai essere certificata. Però ci sono dati positivi, perché più centri tecnici si attiveranno in Italia (secondo una semplice regola economica in materia di concorrenza) e meno saranno i costi per le verifiche. Inoltre allo stato attuale (e solo se la casa costruttrice non ha dato risposta negativa alla modifica per motivi tecnici) una delle vie per certificare le modifiche è avere il progetto di un tecnico abilitato (Ing.) che sancisce la sicurezza della modifica. Risulta ovvio che il costo di un singolo Ingegnere è superiore a quello di un centro che ha i macchinari e il personale per fare decine di verifiche al giorno.
In seguito si pagherà il prezzo della visita e prova (come nella procedura precedente) e dell’aggiornamento del libretto. Ovviamente non è una cosa che possiamo imporre noi allo Stato.
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Non letto 23-02-2009, 13.06.38   #3
zickyo
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Proposta

1. In conformità al principio comunitario di libera concorrenza delle attività economiche secondo
condizioni di pari opportunità ed al principio di libera circolazione delle merci e dei servizi, al fine di
assicurare ai consumatori finali un'effettiva facoltà di scelta e di comparazione dei prodotti, l'articolo 78
del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente:
''Art. 78 – (Modifiche delle caratteristiche costruttive dei veicoli in circolazione e aggiornamento
della carta di circolazione). – 1. Le modifiche delle caratteristiche costruttive, limitatamente ai veicoli in
circolazione delle categorie internazionali L, M1 e N1, ad esclusione di quelle relative alla potenza
massima del motore, sono consentite senza preventivo nulla osta della casa costruttrice del veicolo e
senza visita e prova presso i competenti uffici della Direzione generale per la motorizzazione, qualora
vengano rispettate le seguenti condizioni:
a) Ciascun componente o insieme di componenti modificati è certificato da un'apposita
relazione che ne attesta le caratteristiche tecniche e la possibilità di installazione per ciascun modello di
veicolo senza pregiudicarne le caratteristiche relative alla sicurezza stradale e all'inquinamento
ambientale;
b) La certificazione di cui alla lettera a), redatta sulla base di collaudi e di prove tecniche
effettuati in conformità a disposizioni previste da eventuali direttive comunitarie ovvero, ove esistenti,
da equivalenti regolamenti ECE/ONU, deve attestare che le caratteristiche tecniche e funzionali dei
componenti sono equivalenti o superiori a quelle originarie in dotazione al veicolo, nel pieno rispetto
della sicurezza attiva e passiva del veicolo stesso;
c) La certificazione di cui alla lettera a), inoltre, deve essere rilasciata da strutture
universitarie o da enti accreditati che dimostrino la propria indipendenza organizzativa, economica e
funzionale rispetto ai produttori, commercializzatori ed installatori di componenti;
d) I collaudi e le prove tecniche di cui alla lettera b) possono essere effettuati, su richiesta
degli enti di cui al comma 29, anche da officine o da carrozzerie abilitate, in possesso di strutture
tecniche e di competenze professionali idonee ed in grado di svolgere adeguate procedure
standardizzate di controllo della qualità, e che dimostrino il possesso di idonea copertura assicurativa;
e) Nel caso in cui le modifiche siano effettuate impiegando componenti diversi da quelli di cui
sopra, i veicoli sono soggetti a visita di prova presso la Motorizzazione civile che, nel caso in cui il test
risulti positivo sulla base delle procedure standardizzate di cui alla lettera d), provvede ad annotare le
modifiche stesse sul libretto di circolazione.
2. Con decreto del Ministro dei trasporti da adottarsi entro tre mesi dalla data di entrata in vigore
del presente articolo, sono individuati i criteri e le modalità per l'accreditamento degli enti di cui al
comma 1, lettera c), e per le procedure standardizzate di cui alla lettera d). Il Ministro dei trasporti
effettua controlli anche al fine di disporre la sospensione o l'interdizione dei predetti enti dalle attività
di certificazione, nonché l'eventuale ritiro dal mercato dei componenti indebitamente certificati o
risultati pericolosi, a cura ed a spese del produttore o dell'installatore nell'Unione europea.
3. Le modifiche delle caratteristiche costruttive dei veicoli in circolazione, di categorie diverse da
quelle indicate al comma 1), sono consentite con modalità stabilite da apposito decreto adottato dal
Ministro dei trasporti, di concerto con il Ministro de1lo sviluppo economico, entro quattro mesi dalla
data di entrata in vigore del presente articolo.
4. Chiunque circola con un veicolo al quale sono state apportate modifiche alle caratteristiche
indicate dal certificato di omologazione o nella carta di circolazione, oppure con telaio modificato, senza
Proposta di modifica n. 6.0.4 al DDL n. 1644 17/01/08 13.03
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Emendc&leg=15&id=00278631&idogget to=00386870&parse=no&toc=no Pagina 2 di 2
che tali modifiche siano state realizzate nel rispetto dei commi 1) e 2), è soggetto alla sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da euro 370 ad euro l485. Le suddette violazioni
comportano la sanzione amministrativa accessoria del ritiro della carta di circolazione secondo le norme
del titolo VI, capo I, sezione II''.
2. All'articolo 180, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive
modificazioni, è aggiunta, in fine, la seguente lettera:
''d-bis) La relazione tecnica di cui all'articolo 78, comma 1, lettera a), nei casi ivi previsti''.
3. Le disposizioni dell'articolo 789, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, come
da ultimo sostituito dal comma 1 del presente articolo, acquistano efficacia a decorrere dalla data di
entrata in vigore del decreto del Ministro dei trasporti previsto dal comma 3 del medesimo articolo 78.
Alla medesima data acquista altresì efficacia la disposizione della lettera d-bis) del comma 1
dell'articolo l80 del citato decreto legislativo n. 285 del 1992, introdotta dal comma 2 del presente
articolo. È abrogato l'articolo 236 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 16
dicembre 1992, n. 495, e successive modificazioni».
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zickyo non è connesso   Rispondi citando
Non letto 23-02-2009, 13.59.07   #4
mack82
Bannato
 
Registrato il: 22-04-2005
Residenza: Shaghai - HK - Milano
Età: 36
Auto: Mazda rx8
Messaggi: 1,564
in poche parole...............posso ordinare sti benedetti 19" si o no!?!? :D
mack82 non è connesso   Rispondi citando
Non letto 23-02-2009, 14.22.39   #5
Fast
 
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hahah quoto mack..anch'io chiedo se posso o no;-)
  Rispondi citando
Non letto 23-02-2009, 17.02.39   #6
Lusa
Bannato
 
Registrato il: 25-01-2005
Residenza: Piacenza
Età: 35
Auto: TDci 115, 2004, blu
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Ma tutta questa roba qua è già stata approvata?
Poi, se non ho capito male, se non faccio omologare il pomello del cambio possono darmi la multa e ritirarmi la patente?
Lusa non è connesso   Rispondi citando
Non letto 23-02-2009, 18.32.02   #7
dado84
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Registrato il: 24-01-2007
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Età: 33
Auto: Focus 1.8TDCI Zetec, 2003, Black Lady
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Citazione:
Originalmente inviato da Lusa Visualizza messaggio
Ma tutta questa roba qua è già stata approvata?
Poi, se non ho capito male, se non faccio omologare il pomello del cambio possono darmi la multa e ritirarmi la patente?
A te si
dado84 non è connesso   Rispondi citando
Non letto 23-02-2009, 18.43.00   #8
Lusa
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Registrato il: 25-01-2005
Residenza: Piacenza
Età: 35
Auto: TDci 115, 2004, blu
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Citazione:
Originalmente inviato da dado84 Visualizza messaggio
A te si

Grazie!
Lusa non è connesso   Rispondi citando
Non letto 23-02-2009, 19.29.45   #9
Salvo84
..a da manera!!! :D
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Invia un messaggio via MSN a Salvo84
azz che casino...mi sonop seccato di leggere tutto!!!!
qualcuno che sintetizzi...
:)
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Salvo84 non è connesso   Rispondi citando
Non letto 23-02-2009, 19.30.14   #10
Zordak
Di tutto un po'
 
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Originalmente inviato da Lusa Visualizza messaggio
Poi, se non ho capito male, se non faccio omologare il pomello del cambio possono darmi la multa e ritirarmi la patente?

no, prima però avrebbero potuto!
Il decreto dice che non devi recarti in motorizzazione o trascrivere nulla a libretto, semplicemente, il pezzo deve essere a norma, omologato.

Però vorrei vederlo sto certificato d'omologazione del pomello
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